Dialoghetto
sui minimi sistemi
Nell’anno
del Signore 200… si incontrano un viaggiatore ed un intraprenditore. La scena
si svolge davanti al Battistero della città di Bugella.
Int. Benvenuto, straniero, cosa ti conduce nella
nostra città?
Viag.
La tranquillità, le vostre montagne, l’aria pulita, questo bellissimo
battistero e il santuario d’Oropa.
Int. Mi piace ciò che dici. Ma dimmi: da quale città
vieni?
Viag. Vengo da Mediolanum: una città caotica e
invivibile.
Int. Ma cosa dici? La città più importante dell’asse
“Lisbona-Kiev”, la città degli affari attraversata da tante autostrade dove
tutti convergono! Ma quanto tempo hai impiegato per venire qui?
Viag. Mezz’ora per uscire da Mediolanum e quasi
un’ora per venire sin qui.
Int. Mi dispiace! La nostra città è proprio
distante…, siamo isolati… Tu sei uno dei pochi visitatori della nostra città.
Viag. Ma cosa dici? Ho faticato per il traffico ad
uscire da Mediolanum ed appena sono entrato nella tua città mi sembrava di
essere in paradiso (1): traffico minimo, una città tranquilla dove la gente si
incontra e non è costretta a correre, le montagne visibili dappertutto. Sei
fortunato a vivere qui. Mi hanno parlato di Bugella alcuni miei amici che nei
dintorni hanno comprato una casa e vi trascorrono i giorni di fine settimana.
Ma tu, piuttosto, chi sei? Cosa fai?
Int. Sono un intraprenditore tessile, i miei operai
sono in cassa integrazione e gli ordini sono in calo.
Viag. Che guaio! Cosa pensi di fare, tu e quelli
come te?
Int. Tutta colpa della Cina e dell’isolamento del
nostro territorio. Se avessimo un collegamento diretto con l’autostrada, chissà
quanti verrebbero qui a comprare i nostri prodotti. Il “sistema Bugella”
sarebbe completo ed efficace. Tu dove sei uscito a Carisio o Santhià?
Viag. Sono uscito a Carisio.
Int. Chissà quanti camion hai trovato davanti e non
potevi passare per venire prima a Bugella!
Viag. Né più e né meno di quanto succede in tutte le
strade d’Italia.
Int. Vedi, se avessimo un peduncolo collegato con
l’autostrada risparmieremmo 10 o 15 minuti, sia noi che andiamo all’esterno ed
esportiamo le nostre merci sia voi che venite nel nostro territorio. Pensa come
sarebbe bello venire a Bugella e
risparmiare 15 minuti!
Viag. Ti confesso che non capisco. Ti ho detto che
ho fatto prima a venire qui che ad uscire da Mediolanum. E poi: perché tutta
questa fretta? Pensi che dobbiamo vivere sempre correndo? Sai cosa farò domani?
Andrò a Torino a visitare il salone dello “slow food”. Dobbiamo imparare a
mangiare anche con lentezza: non si può sempre correre.
Int. So che se non facciamo questo peduncolo andremo
incontro al totale declino industriale. Conosceremo la miseria e la
disoccupazione di massa. La rovina… del “sistema Bugella”.
Viag. Perdonami: so che voi bugellensi siete famosi
per i vostri tessuti e per il basso tasso di disoccupazione; ma quando eravate
in espansione e i vostri telai lavoravano anche di notte, parlavate di
isolamento e di peduncolo? Chi voleva i vostri prodotti si arrendeva ai 15
minuti in più di strada a due corsie?
Int. Capisco dove vuoi arrivare: dimentichi che non
c’era la Cina che avrebbe fatto meglio a restare maoista.
Viag. Tu dici che col peduncolo la Cina s’allontana
e voi intraprenditori farete affari d’oro?
Int. Non proprio così, ma quasi. (Il viaggiatore
guarda l’orologio)
Viag.
Oh, scusami! Sono le 12,30 e devo andare ad Oropa a mangiare la polenta concia,
una vostra specialità. Ma sono in ritardo di 10 minuti e il ristoratore che mi
ha prenotato il posto lo avrà ceduto ad un altro. Andrò ad Oropa un’altra
volta. Hai ragione tu: dovreste fare però, prima di tutto, un peduncolo
Bugella-Oropa per consentire ai ritardatari come me di arrivare in 2 minuti al
ristorante e mangiare la polenta concia. Pensa quanti turisti in più avreste.
Spero di rivederti, amico intraprenditore. Addio.
(1)
Frase realmente pronunciato da una giornalista milanese durante un
pubblico dibattito a Biella.
Diego Siragusa
(Il dialoghetto è stato pubblicato in “Eco di Biella”
alla fine del mese di ottobre 2004.)